La Musica Italiana: è Meglio di Quanto Sembra

Nel nuovo album di Giorgio Poi – Smog – il singolo a quattro mani con Calcutta La Musica Italiana è il manifesto ItPop che fa riflettere (e commuovere) più di quanto si possa pensare.

Che l’indie all’italiana fosse il nuovo fenomeno pop generazionale già era fatto assodato. Cosi come a metà 60’s iniziarono a pullulare complessi di stampo Beatlesiano (o Rokesiano), adesso ci toccano emuli dell’artista indie italiano per eccellenza, Calcutta (leggisi Bartolini – Ferrari, per citare il primo esempio).

Giusto che sia dunque il paradigma dei fuorisede fuoricorso bolognesi a suggellare il fenomeno, scrivendo e interpretando a quattro mani con Giorgio Poi la Ma Che Colpa Abbiamo Noi dell’itpop. La Musica Italiana è manifesto non solo nel titolo, quanto nel testo. Un testo con cui i due hanno saputo incorniciare alla perfezione un momento socio-musicale non trascurabile, per quanto spesso dismesso a poco più che amatoriale.

Lo hanno saputo fare così bene piu in virtù del loro trascorso da espatriati (New York per Calcutta, Londra per Poi) che per lo status di alfieri del genere.
Perchè se La Musica Italiana fa sorridere gli studenti italiani con le sue sparate sui mostri sacri della musica italiana, fa invece inumidire gli occhi a chi studia (o lavora) all’estero. Magari mentre rientra a casa con una “busta blu della Tesco” in mano.

Indubbiamente sognate dall’Italia le chitarre britanniche, gli skinnies e le schiere di mattoni rossi unimidi di pioggia sembravano bellissimi, ma nell’attuale confusione sociale anglosassone, faccia a faccia con la vita quotidiana,  “dalla stanza accanto” la scena italiana sembra quasi più bella e, mettici un po’ di nostalgia, romantica.

Certo ci sono voluti dieci, imbarazzanti, anni per accorgersi dell’indie italiano e indubbiamente non è la meglio musica prodotta in Italia negli ultimi 50 anni, ma per una volta tanto godiamoci una scena così come è, senza troppe paranoie. E’ anche più bella di cosa possa sembrare e ce ne potremmo pentire un domani, proprio come quando ci mettevamo le mani in testa per Vasco.

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